I dati, lo sappiamo, sono il cuore di ogni progetto di trasformazione digitale dei processi, anche quelli che riguardano l’accoglienza turistica. 

D’altra parte, raccogliere e analizzare i dati relativi a flussi, provenienze e abitudini di mobilità dei turisti/visitatori, è una necessità imprescindibile sia per i soggetti che localmente gestiscono le policies di promozione turistica, che devono comprendere e governare il fenomeno turistico, sia per gli operatori locali del turismo (ad esempio nel ricettivo, nell’organizzazione di eventi etc) che devono confrontare i dati di affluenza e di permanenza nell’area dove si posizionano, rispetto ad altre aree del territorio, ai trend storici etc.

Conoscere in tempo reale quali sono le aree di overtourism è fondamentale per poter decidere e immediatamente mettere in atto politiche di bilanciamento dei flussi, con l’obiettivo di incrementare le frequentazioni nelle aree maggiormente trascurate.

Ciò richiede strumenti ad hoc che consentano non solo di misurare ma anche di interagire con le persone per promuovere con comunicazioni mirate, iniziative e attrattori, accordandosi il più possibile ai diversi profili, in modo da orientare le scelte dei turisti/visitatori e indirizzare la mobilità verso le destinazioni meno frequentate.

Inoltre, per le persone con disabilità, ricevere un’informazione puntuale e aggiornata riguardo ai percorsi e alle modalità ottimali per raggiungere i diversi attrattori, è fondamentale ed è imprescindibile per chi orienta le politiche di sviluppo locale e porta avanti i progetti previsti dai PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), dove esistono, se si vogliono perseguire modelli di sviluppo di turismo realmente inclusivo.

Nel caso poi di un parco o di un’area marina protetta, è importante monitorare il flusso delle persone, soprattutto ai fini di valutare l’impatto generato dalla pressione antropica nelle 24 ore.